Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Yamato 2199. Marzo-Aprile 2012












Diciamocela tutta, la Rinascita del 2009 e il film dal vivo del 2010 non sono stati altro che una prova per testare in che misura l’interesse per Yamato fosse ancora alto nel cuore dei fans giapponesi.
Il capitolo 1 della Rinascita aveva attirato una gran folla alla prima nei cinema del 12 dicembre, moltissimi fans avevano risposto all’appello di Nishizaki e come ogni volta che un film di Yamato usciva nelle sale, anche quel giorno numerosi gadget erano stati distribuiti al pubblico presente in sala (e si sa che è con il formaggio che si attirano i topi…) 
Nel dicembre 2009 il film si era piazzato solamente al decimo posto nella classifica dei lungometraggi più visti nella prima settimana del mese, ma se è vero che i risultati al botteghino erano stati piuttosto mediocri, è altrettanto assodato che le vendite della prima edizione in DVD erano state anche peggiori, ma tanto era bastato perché ci si facesse un’idea approssimativa di quanto il pubblico fosse ancora interessato ad acquistare i prodotti legati al titolo.


Vol 2 dei DVD di Yamato 2199
 in uscita il 27 Luglio 2012
 Il progetto per Yamato 2199 era già iniziato, ma date le premesse, nessuno osava ancora presentarlo al pubblico, i tempi non sembravano ancora maturi e anche il proposito di realizzare un secondo capitolo della Rinascita sembrava un’ipotesi messa ormai fuori discussione.

A risollevare le sorti della Yamato sul mercato interno ci pensa l'anno successivo il film live con Takuya Kimura, l’interesse per la giovane star e la curiosità dei fans della vecchia guardia  (meno numerosi ma sempre attivi..) di vedere finalmente la Yamato e il suo equipaggio in carne e ossa, fanno schizzare l’interesse del pubblico fino alle stelle.
Il film incassa più di 4 miliardi di yen (quanto il primo film di montaggio del 1977…ma il peso della valuta cambia sempre..) e molti paesi occidentali acquistano i diritti della pellicola per la distribuzione per il mercato interno dell’home video (Italia ancora esclusa ovviamente…)
Shoji Nishizaki pensa che sia giunto il momento di commemorare la memoria di suo padre e dà il via al progetto per il remake tanto desiderato dal primo presidente.
I tempi sembrano maturi, ciò nonostante è meglio non affrettare troppo le cose e stabilire bene e soprattutto con calma le basi di questo nuovo progetto.
I rumors che riferiscono della nascita di un remake della serie del 1974 iniziano a propagarsi già da gennaio 2011, anche se qualcuno (compreso chi scrive) ne era già al corrente da qualche settimana, purtroppo però non era ancora chiaro se il remake avrebbe visto la luce sotto forma di un film o di una nuova serie tv.
Dopo 6 mesi di silenzio nei quali più nulla era trapelato, ecco la bomba: Makoto Kobayashi annuncia che il remake si farà, ma confessa che non sa (o non vuole) dire nulla in merito al formato di questa nuova produzione.
Le aspettative dei fans intanto crescono (si sa che l’attesa fa alzare la frenesia e la curiosità..)
Come ci si auspicava, l’apprensione non dura poi così lungo.
A novembre viene annunciato un film cinematografico (uno specchietto per le allodole, l’intenzione era quella di fare sin da subito una serie tv) 
A dicembre il sito giapponese Yamato Crew annuncia che quello sarà il primo film di montaggio di una nuova serie televisiva di 26 episodi (ma va??? ..chi era iscritto al sito questa cosa la sapeva già da un po…) Yutaka Izubuchi viene nominato regista e Nobuteru Yuki il caracther design ufficiale.

Come annunciato nei post precedenti, Yutaka Izubuchi veniva già da lavori celebri come Daltanious, God Sigma, Gundam ZZ, Gundam: il contrattacco di Char.
Nobuteru Yuki da serie come Orguss, Angel Cop e dal bellissimo Record of Lodoss War.
In attesa di disegnare i tre OAV Angel Cop, Nishizaki gli aveva affidato il compito di preparare alcune illustrazioni per il Box di Laser Disc della Serie 2 di Yamato. Nel 1995 e il 1996 X 1999 dello Studio Clamp e le serie tv: I cieli di Escaflowne e Capitan Harlock the Endless Odyssey, quindi tutte ottime premesse per un nuovo anime di successo.
I lavori di progettazione della nuova serie cominciano, ma era essenziale però che per questa nuova versione, tutte le aspettative dei vecchi fans che avevano vissuto la prima vera “febbre di Yamato” e quelle dei nuovi non venissero disilluse. 
La grafica dei personaggi e quella della nave dovevano ricalcare al meglio l’idea originale ma sopportare nel frattempo la sensibilità moderna. Il design originale di Matsumoto andava per forze di cose rimosso (che ne dicano o meno i fan poco conta, le sentenze imposte dai tribunali, condivise o meno vanno rispettate).
Questo cambiamento è stato forse il più duro da sopportare per i fan della prima generazione, (anche da quelli occidentali) che assuefatti al tratto classico di Matsumoto, avevano preso male l’imposizione del cambiamento del tratto. Mi torna in mente una frase del film Star Trek VI: “ se ci saranno dei cambiamenti, la nostra generazione sarà quella che faticherà di più ad accettarli”.
Ma dopo una prima iniziale diffidenza e in seguito alla rilascio su Youtube del trailer promozionale del blu- rey e dvd di febbraio, alla fine, tutti o quasi restano soddisfatti.







Una Nuova concezione di idee..







Nelle sue interviste Izubuchi ha affermato da subito che il formato di base della saga non cambierà, ma che lo schema degli avvenimenti e i profili dei personaggi sono stati, per così dire, adeguati ai giorni nostri. Nondimeno, anche lui come Nishizaki nel 1978, auspica di riuscire a raccogliere attorno a Yamato 2199 i fan di più di una generazione, ma se nel 1978/80/83 si cercava di raggruppare solamente quelli degli ultimi 10 anni, ora il tentativo più arduo, è quello di richiamare una ben più lungimirante schiera di appassionati a cominciare da quelli del 1974 allora adolescenti, aggregando ad essi quelli degli anni 2000.
Izubuchi li vuole tutti a bordo, fan vecchi e nuovi: "questo è un nuovo inizio per Yamato” ha affermato, “sia per noi fan storici sia per chi guarderà Yamato per la prima volta, desidero che gli spettatori vedano questa nuova serie come qualcosa di fresco e originale”.
Il regista non intende lasciare nulla al caso, ha tutta la storia originale nella sua testa, sa bene cosa si aspetta un fan, quindi le sue decisioni si baseranno su un’attenta valutazione di ciò che desiderano gli spettatori più esigenti, che ora più che mai guardano con occhio vigile il suo nuovo Yamato.
Il regista però si dice abbastanza tranquillo perché i membri dello staff sono tutti grandi fans della prima serie, si tratta di persone che sanno cosa è meglio per la serie che avevano sempre adorato, come colui che ha steso gli storyboard per la sigla iniziale e collaborato a parte della sceneggiatura: Hideaki Anno (Nadia, Evangelion, Gunbuster etc)
Entrambi, Izubuchi e Anno hanno affermato che non avrebbero potuto fare il lavoro che attualmente svolgono se non avessero amato Yamato nella loro infanzia, lo stesso Izubuchi al liceo aveva fondato un piccolo club dedicato all’animazione e alle Scienze Fiction dove una volta al mese, secondo il programma degli incontri, si riunivano per parlare tra le varie cose anche di Yamato.

 
Bellissima pin-up della nuova Yuki Mori estratta
dalla rivista giapponese "Megami (Dee, Divinità)"
La curiosità e l'ansia per i fans della vecchia guardia sarà quella di vedere i protagonisti di questo nuovo Yamato adeguati ai giorni nostri, Izubuchi vuole rappresentarli da subito più maturi, riflessivi, senza però stravolgerli completamente.
Nel primo episodio abbiamo ancora un Kodai Susumu/Derek Wildstar irruento, caparbio, dall’indole ribelle come quello della Serie 1, ma nello stesso tempo anche più accomodante e ragionevole se posto dinnanzi alle sue mancanze. Izubuchi pensa che le teste calde abbiano fatto il loro tempo e che un comportamento come quello del primo Kodai del 1974 sia del tutto inadeguato rapportato ai giorni nostri, ma un concetto che forse Izubuchi ha dimenticato e che invece io voglio sottolineare, è che il viaggio della Yamato verso Iscandar non descrive solo il tragitto della nave, esso è soprattutto un percorso di crescita interiore per il protagonista, che da irruento e disobbediente, diviene più maturo e consapevole del suo ruolo di futuro leader dell’equipaggio. Speriamo che il regista tenga conto anche di questo nei prossimi episodi.
Un concetto obsoleto presente nella serie classica e cioè quello di avere a bordo della nave come eroina della storia un’unica donna (volontà imposta da Nishizaki nell’episodio 11 della Serie 1) andava smantellato, di conseguenza Yuki non sarà più l’unica dell’equipaggio ma a lei verranno affiancate altre 4 ragazze co-protagoniste: Kaoru Niimi, Akira Yamamoto, Makoto Harada e Yuria Misaki.
Il cambiamento delle condizioni sociali influenza (è il caso di dirlo) anche il mondo gamilonese, tra le fila dei membri dell'esercito di Dessler in questa nuova produzione vi saranno anche delle donne soldato.
Anche il concetto che l’astronave fosse ricostruita sul vecchio scafo della precedente nave da guerra della marina militare giapponese andava rimosso, è ovvio che è impossibile recuperare lo scafo di una nave rimasto sotto il mare per 200 anni e trasformarlo poi in un mezzo spaziale.
Sebbene questa nuova concezione dell’originale sceneggiatura risulti blasfema e inconcepibile alle orecchie di un fan della prima generazione (vedi chi scrive..) è pur vero che questa realtà è comunque un dato di fatto inequivocabile, quindi, per ovviare a questa libertà a cui Matsumoto si era lasciato andare nel 1974, si è pensato adesso di costruire una nave del tutto nuova sotto il relitto di quella precedente.
Anche se alcuni punti della sceneggiatura sono stati modernizzati e regia-animazione sono affidate ora ad un nuovo staff, certe scene restano però intramontabili, è lo stesso Izubuchi a confermare questa verità quando afferma che il relitto della Yamato affondato nella terra rossa contaminata dalla radioattività contro il sole al tramonto, resta una scena che non poteva in nessun modo essere cambiata, era come una carta d’identità della serie,”Yamato contro il sole al tramonto è un elemento che non può essere rimosso”.






Un concetto musicale da salvaguardare






Maestro Akira Miyagawa
Un aspetto della saga di Yamato che invece non andava assolutamente cambiato perché perfetto così com'era è certamente quello musicale.
La musica è sempre stato un elemento fondamentale nell’universo di Yamato.
Molti brani famosi composti da Hiroshi Miyagawa sono ancora costantemente ascoltati nelle varie trasmissioni televisive e le ristampe dei cd dedicate alla serie vendono oggi ancora molto. Quando venne dato l’annuncio che Yamato sarebbe rinato come remake e dal momento che il tema delle musiche della famosa corazzata era una questione davvero spinosa, molti si erano domandati se la produzione avrebbe utilizzato ancora le bellissime melodie del maestro Miyagawa o se qualcun altro si sarebbe preoccupato di comporne delle nuove. La questione era: "Chi farà la musica?". Tutti sono curiosi.
Dal momento che con Yamato 2199 si era intenzionati a ritornare alle origini della storia, era indispensabile che qualcuno fosse in grado di scrivere dei brani che potessero competere con quelli precedenti.
Si decide per il meglio: Yamato 2199 sarebbe rimasto in famiglia e quindi Akira Miyagawa, figlio di Hiroshi era il più adatto a riarrangiare in chiave più moderna le precedenti basi musicali scritte dal padre. 
Il padre di Akira, Hiroshi Miyagawa era uno dei musicisti di maggior successo in Giappone, Akira è cresciuto vedendolo lavorare al pianoforte creando con sacrificio e dedizione quella splendida musica che noi fans amiamo da decenni, quindi per Akira stesso che aveva amato suo padre e i suoi lavori, quello del compositore è diventato un lavoro quasi naturale per lui. Prese la decisione di diventare musicista quasi da solo, e dal momento che il padre era quasi sempre via, era la madre a seguire le aspirazioni del figlio incoraggiandolo a seguire la sua strada. 



Kodai e Shima accanto al Cosmo Zero. Dall'Episodio 1 di Yamato 2199

Una scelta incentivata forse anche dal destino perché adesso, 38 anni dopo la prima serie tv, tocca a lui portare avanti il testimonial di suo padre.
Akira riceve l’incarico di occuparsi delle musiche di Yamato 2199 da Yutaka Izubuchi stesso, che in una telefonata lo informa che il progetto per il remake di Yamato ha finalmente preso il via, i due si incontrano in un albergo insieme al resto del personale dello staff, tutti veterani dell’animazione che nell’infanzia erano stati fans della serie originale.
Una generazione di animatori, disegnatori e artisti che si sussegue a un'altra e che da fans diventano i nuovi responsabili della serie, una nuova generazione che si impegna in un lavoro spinta da una passione comune, una passione che si chiama Uchuu Senkan Yamato.
Una dedizione e uno spirito che Akira Miyagawa è intenzionato a tramandare, così come fecero con lui e con tutti noi fans Yoshinobu Nishizaki ed i suoi collaboratori nel 1974.





Ecco finalmente la sigla iniziale di Space Battleship Yamato 2199.
Moltissime delle scene della sigla sono pressoché identiche alla versione  storica del 1974 ma aggiornate seguendo le ultime tecniche di animazione, Hideaki Anno e il regista Yutaka Izubuchi hanno voluto aggiornarla lasciando però intatte le atmosfere e lo spirito della versione storica.







Una Nuova Strategia di mercato.







Ora facciamo il punto di questa nuova strategia di mercato che è cominciata qualche mese fa con la nuova serie di Gundam Unicorn.
1 – In attesa di trasmettere il primo episodio sul canale a pagamento Family Gekijou, Bandai Channel accende la curiosità dei fans e mostra i primi 10 minuti del primo episodio.
2 – Il primo episodio di Yamato 2199 viene trasmesso in anteprima il 6 Aprile sul canale a pagamento Family Gekijou la sera antecedente la distribuzione del film di montaggio al cinema.
3 – Il giorno della prima di Yamato 2199 al cinema viene messo in streaming (per i più distratti che lo avevano perso in tv o e che non erano abbonati al canale) tutto il primo episodio, chi vuole vedere il secondo fa ancora in tempo ad andare al cinema, così può approfittarne per acquistare direttamente il primo blu-rey, che in anteprima (con gadget esclusivi) viene distribuito agli spettatori.
4 – la sera del 7 Aprile, giorno stesso della prima al cinema viene immessa (ore 17:00) sul web (solo su NicoNico, quindi visibile solo in Giappone o da chi conosce il link) la nuova sigla di Yamato 2199 senza i crediti..
5 – 25 Maggio, l’uscita effettiva del blu-rey nei negozi.
6 -  nel 2013/14 la serie verrà trasmessa tutta e già ripagata delle spese di produzione (si spera) in tv
I film di montaggio sono 7, ora vedremo se questo passaggio obbligato comprenderà anche le 6 pellicole rimanenti.
Un' ottima strategia di mercato quindi, possiamo affermare senza ombra di dubbio che questo “passaggio a più mani” è il modo migliore per non rischiare il tracollo finanziario come accadeva invece una volta, un valido metodo per tenere alta la qualità del lavoro e non rischiare di vedersi troncare la serie a metà degli episodi come avvenne nel 1975.
Distribuendo la serie nei vari segmenti della sua storia si assicura una vita più longeva al prodotto e un lavoro di realizzazione qualitativamente superiore e non condizionato dai tempi strettissimi di consegna imposti dall’emittente, un fattore specifico degli anime televisivi.
Tuttavia un’ottima strategia di mercato non è sufficiente a garantire il successo ad un anime se ad esso non è accostato anche un lavoro di qualità, soprattutto quando bisogna eguagliare e superare un' opera precedente come quella della storica Serie 1 che nel 1977 fece scoppiare il cosiddetto anime boom, tuttavia la bellissima grafica e la sceneggiatura del primo episodio ci lasciano ben sperare che le nostre aspettative non resteranno deluse. 
Restate sintonizzati su questo blog.






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