Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

La Trama di Yamato Battaglia Finale. Parte 1







Titolo originale Uchū Senkan Yamato: Kanketsuhen
Studio Toei Animation
1ª proiezione 19 marzo 1983
Durata 160 minuti









Parte 1.
Gli eventi del film Battaglia Finale sono narrati nel 2203, poco tempo dopo la terza serie.
In quell’intervallo la Terra ha preferito assumere una posizione neutrale nel conflitto che vede opposte le forze della Federazione di Polar e quella di Galman /Gamilas, durante questo tempo, il Comandante Todo riceve il rapporto di un fenomeno galattico senza precedenti da un posto di osservazione al di fuori del nostro sistema solare; un’enorme nebulosa proveniente da un punto distante dell’universo si sta avvicinando alla nostra Galassia, entrambe le parti, Galman e Ploar collassano decretando la fine di molti corpi celesti presenti in entrambi gli imperi, questa imminente catastrofe cosmica decreta la fine della grande guerra che è improvvisamente interrotta dal caos di massa
Per fortuna la Terra è al di fuori dal punto d'impatto. Tutte le comunicazioni con Dessler sono tagliate fuori, così il comandante Todo delle forze di difesa terrestri invia la Yamato per esaminare la situazione.
Prima di raggiungere il pianeta centrale dell’Impero, l’astronave è costretta ad attraversare una tempesta di asteroidi, questo è già sentore di guai.
Quando i Guerrieri delle Stelle avvistano la capitale di Galman-Gamilas trovano uno spettacolo desolante; la superficie, così come le città sono completamente distrutte. Sul pianeta non c’è traccia di vita e l’equipaggio della Yamato crede che anche lo stesso Dessler sia morto.
Mentre dalla prua dell’astronave Kodai lancia dei fiori in ricordo alla memoria dell’amico, ecco che la nebulosa prosegue il suo tragitto avvicinandosi nuovamente a Galman. La Yamato è costretta a fuggire alla massima velocità entrando in warp, che per mancanza assoluta di tempo, è compiuto alla cieca.
Riaffiorata in un punto sconosciuto dello spazio, l’astronave è in orbita in prossimità di un pianeta da poco devastato da una violenta alluvione.
Le immagini del pannello video mostrano la popolazione che in preda al panico cerca disperatamente una via di fuga. Impietosito, Kodai ordina di ammarare presso la superficie per portare soccorso ai fuggiaschi. Addentratasi nell’atmosfera del pianeta, la Yamato è scossa da violente perturbazioni che impediscono a Shima di mantenere un saldo controllo del timone.
Il Cosmo Hound è inviato al recupero dei superstiti, ma esso è travolto da un’ondata improvvisa proprio mentre sta per far rientro sull’astronave.
Il Cosmo Hound con i profughi e parte dell’equipaggio sono sradicati dalla postazione di attracco e scagliati nella tempesta, gli unici sopravvissuti sono Kodai e il ragazzino alieno che tiene in braccio.

In preda all’inquietudine Kodai ordina che siano immediatamente disposte nuove scialuppe per soccorrere l’equipaggio in difficoltà, ma Shima tenta di farlo ragionare: rimanere ancora è troppo pericoloso, anche l’astronave potrebbe essere spazzata via dalla furia delle acque.
A malincuore il capitano si convince e la Yamato fa rotta verso la Terra. Esaminando il ragazzino tratto a bordo, Sanada conferma che a parte il colore azzurro della pelle, il ragazzo ha la stessa biologia dei terrestri, in più Kodai apprende che quanto accaduto al pianeta appena abbandonato, non è stato originato da un fenomeno atmosferico, ma da un’interferenza esterna che ha sconvolto la sua atmosfera, si presume che la causa è da imputarsi all'attrazione gravitazionale di un corpo celeste, che sopraggiunto nel settore, ha riversato sul pianeta un'enorme colonna d’acqua che ha generato tempeste e maremoti che hanno sommerso la sua superficie uccidendo tutti i suoi abitanti.
Il quartier generale è subito informato dell’esistenza di "Acquarius" e del pericolo che porta con sé, malauguratamente Acquarius è diretto sulla Terra, ma all’attuale velocità esso non raggiungerà il nostro pianeta prima di 3000 anni, di conseguenza non vi è un pericolo immediato. Ricevuto il rapporto, il generale Todo ordina alla Yamato di rientrare.
Durante il viaggio di ritorno la Yamato è scorta da un’astronave sconosciuta, che priva di alcun motivo apparente, apre il fuoco contro di lei. L’astronave terrestre è così bersagliata da missili iper radioattivi che configgendosi all’interno scafo, esplodono invadendola con gas radioattivo.
L’intero equipaggio è colpito e tutti, compresi gli ufficiali della plancia, cadono a terra privi di sensi.
La Yamato sprovvista di controllo, precipita nel sottostante pianeta finendo in un enorme precipizio.
Fortunatamente gli urti contro le pareti rocciose attivano il sistema automatico di rientro. Senza alcun controllo umano la corazzata dirige verso la Terra con l'equipaggio inerte e indifeso.
Nel frattempo nell’universo viaggia il satellite a medio raggio Uruk, ciò che resta del pianeta Dunghil appena sconvolto dal passaggio di Acquarius, Uruk è una sorta di città-fortezza, un'immensa costruzione artificiale dove in essa vi sono città, templi vegetazione, una sorta di atmosfera e un vulcano.
Su Uruk, il sovrano Lugal De Zahl accoglie il Generale Lugal II suo figlio, che ha attaccato la Yamato.


Lugal II comunica al padre la triste fine del loro pianeta natale Dunghil sommerso da Acquarius. Indifferente alla questione, il sovrano non dà priorità ad un pianeta ormai morto ma a quella della sopravvivenza del continente spaziale che ora lanciato nello spazio necessita di energia; paradossalmente, ora la causa della loro sciagura è invece la loro unica fonte di sostentamento: l’energia che rigenera Uruk è l’acqua di Acquarius, la stessa che ha devastato il loro pianeta.
Agli abitanti di Uruk occorre ora un nuovo mondo sul quale trasferirsi, la Terra sembra dunque il luogo ideale dove stabilirsi, ma per impossessarsi della Terra è prioritario indebolirne le difese e per farlo è sufficiente servirsi di Acquarius.
Il piano prevede la possibilità di accelerare il moto di Acquarius affinché esso giunto in prossimità della Terra la sommerga completamente sterminando la razza umana. Acquarius fungerebbe quindi come una sorta di ariete, che sospinto in avananti, aprirebbe la strada verso il dominio della Terra. Lugal De Zahl invita così il suo primogenito a portare un primo attacco contro gli avamposti terrestri sugli altri pianeti, da Uruk sarà così inviato un raggio di onde controgravitazionali su Acquarius, che lo porteranno avanti nel cosmo molto prima di quanto avrebbe fatto naturamente.
Accellerando la sua corsa il pianeta d’acqua compirà un balzo spaziale che lo porterà a percorrere una distanza di 150 anni luce in pochi minuti; successivamente Uruk seguirà Acquarius eseguendo a sua volta il warp rimandendogli sempre dietro.
Così facendo la Terra sarà raggiunta in soli 20 giorni.     
Nei giorni in cui la Yamato non ha comunicato notizie, la Terra ha iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi che la razza umana possa davvero essere stata in un tempo lontano, generata dall’esterno, dal passaggio cioè di un pianeta errante, che nelle sue acque conteneva le condizioni necessarie per la nascita e lo sviluppo di forme vitali dando poi origine anche all’uomo attuale; è il dottor Sado ad avvalorare questa teoria mostrando ai colleghi della difesa terrestre una tavoletta antichissima che parla di uno dei tanti passaggi del pianeta d’acqua.

E’ allora che le strumentazioni della federazione segnalano la presenza della Yamato presso Plutone. Quando l’astronave raggiunge la Terra e attracca al bacino navale, una equipe di soccorso guidata da Yuki e dal Dottor Sado sale a bordo per assistere l’equipaggio ancora privo di sensi. Giunta in plancia comando Yuki trova Kodai riverso a terra privo del casco di protezione. Credendolo morto, la ragazza si punta alla gola la pistola dell’amato per togliersi la vita, ma è fermata in tempo da Sanada che rinvenuto nel frattempo le strappa la pistola dalle mani.
Il quartier generale della difesa intanto ha predisposto l’invio di molte astronavi da carico per l’esodo dell’intera popolazione mondiale.
Mancano solo 15 giorni prima che Acquarius raggiunga la Terra e il generale Todo vuole essere sicuro che chiunque trovi scampo sugli altri pianeti colonizzati del sistema solare, quando tuttavia le comunicazioni con il primo gruppo di convogli cessano misteriosamente, il Generale Todo invia una flotta per difendere le navi passeggeri, inutilmente purtroppo, perché il nemico annienta con i missili iper radioattivi, sia le navi civili, sia la flotta terrestre.
L’attacco prosegue su Marte e poi sulla Luna e sulla Terra il piano nemico è ormai chiaro.
Kodai si risveglia all’ospedale federale accudito da Yuki che gli comunica la morte di parte del suo equipaggio.
Distrutto dai sensi di colpa, il capitano della Yamato decide di abbandonare il comando dell’astronave e prega Yuki di recapitare da parte sua una lettera di dimissioni al Comandante Todo. Preso atto della decisione di Kodai, il Comandante consegna a sua volta a Yuki un foglio con il nome di una persona da contattare.
L’attacco nemico raggiunge la Terra, e molti centri nevralgici sono distrutti sotto gli occhi impotenti di Kodai che uscito dopo poco dall’ospedale si dirige al bacino dove è ammarata la Yamato. Raggiunto il molo di attracco sotterraneo, Kodai scopre che l’equipaggio sta accelerando oltremisura le riparazioni per essere pronto a ripartire l’indomani stesso con il compito di debellare la flotta nemica.

Nonostante il rimorso che lo attanaglia e che gli impedisce di riprendere il comando, il giovane vorrebbe rimanere comunque a bordo della Yamato alla quale è legato da un profondo affetto. L’indomani mentre tutto l’equipaggio è schierato in attesa di porgere il benvenuto al nuovo capitano, si ode dagli amplificatori vocali dell’astronave la voce di un uomo che affermando di essere il capitano Okita chiama nel frattempo tutti a rapporto. Saliti in plancia di comando, tra lo sgomento generale Kodai e gli altri ufficiali credono di trovarsi dinanzi agli occhi un vero e proprio fantasma.
Il “defunto” capitano Okita sembra essere ritornato in vita! Senza dare a nessuno il tempo di capire che cosa stia succedendo, il nuovo capitano impone a tutti i propri posti e ordina il decollo. L’astronave, riparata solamente all’80% è di nuovo indotta a salpare per aiutare la Terra in pericolo.
Mentre si attende di incrociare le unità nemiche nel sistema solare, il dottor Sado chiarisce a Kodai e a Yuki l’oscura circostanza che vede il capitano Okita di nuovo vivo e vegeto. L’anziano capitano non era deceduto al suo ritorno da Iscandar, ma era caduto in un coma profondo.
Avendo allora preso coscienza della realtà, il dottore aveva considerato l’ipotesi di testare sul paziente per arrestarne la contaminazione radioattiva del sangue, un nuovo tipo di cura criogenica. Cura che gli aveva permesso di ristabilirsi completamente.
La flotta di Dunghil è avvistata nei pressi di Plutone, e mentre l’equipaggio si predispone per l’imminente scontro, il dottor Sado scopre che a bordo si nasconde un clandestino, il ragazzino Dunghilliano salvato da Kodai.
La battaglia ha inizio, ed è lo stesso Kodai ora “declassato” a capo squadriglia a guidare i Cosmo Tigers contro la flotta avversaria. Nonostante l’impegno degli astrocaccia e dello squadrone che affianca la Yamato, le forze Dunghilliane servendosi dei missili ad attività iper radioattiva sconfiggono quelle terrestri e Kodai sul suo Cosmo Zero è ferito al braccio. Molte navi terrestri che avevano fatto da scudo alla Yamato sono distrutte, ma invece di portare un assalto decisivo, le truppe nemiche stranamente si ritirano.

Le navette di soccorso terrestri approfittano della temporanea tregua per trarre in salvo i superstiti, e Kodai ritornato sulla Yamato è costretto suo malgrado ad assistere a uno sterminio: i caccia nemici ritornati sul luogo dello scontro, uccidono per poi ritirarsi di nuovo, sia i feriti sia i soccorritori. Deciso a non lasciare impunita quell’azione meschina, Okita ordina di predisporre una decisa controffensiva, e nonostante la ferita riportata al braccio, Kodai si offre coraggiosamente di uscire in missione per localizzare la flotta nemica. Yuki lo anticipa e si fa trovare a bordo del Cosmo Zero decisa a non abbandonarlo.
Individuate le torpediniere nemiche intente a rifornirsi presso l'astronave madre, Kodai riesce a comunicare la loro posizione alla Yamato, ma sopraffatto dal dolore al braccio perde conoscenza; la Yamato non resta inerte e per non colpire il Cosmo Zero, Okita ordina di far fuoco con i cannoni principali riuscendo a spazzare via la flotta nemica e danneggiando l'astronave madre sulla quale si trovava anche Lugal II.
Mentre Sanada sta lavorando a una difesa contro i Missili Iper Radioattivi, Acquarius si appresta a compiere il diciannovesimo balzo che lo porterà sempre più vicino alla Terra.
Ritornato sul satellite Uruk, Lugal II apprende dal padre che i Dunghilliani sono originari della Terra e che in tempi antichi erano stati costretti all'esodo a causa di uno dei passaggi di Acquarius che generò un diluvio planetario, solo un intervento alieno permise loro di raggiungere Dunghil, ora la storia si era ripetuta ma questa volta alla rovescia.


la Yamato è dunque un pericolo per gli ambiziosi piani di Lugal De Zahl e con la promessa di ricevere la corona se distruggerà la Yamato, Lugal II parte per raggiungere la nave terrestre. Simultaneamente alla partenza di Lugal, è eseguito il diciannovesimo balzo di Acquarius. le distanze ora si fanno più brevi. Anche la Yamato nel frattempo ha raggiunto il pianeta d’acqua e ammarando su di esso l'equipaggio scopre che esistono sulla sua superficie, vari strati di terra con le tracce evidenti di un'antica civiltà.
Mentre i Cosmo Tigers sono inviati alla ricerca di avamposti nemici sul pianeta, appare ai terrestri la Regina Acquarius che narra loro la vera natura del pianeta e di come il passaggio dello stesso in prossimità degli altri mondi, compresa la Terra, abbia permesso la nascita della vita sulla loro superficie.
La Regina svela loro anche l’identità del nemico da affrontare, le sue origini e le sue intenzioni.
I Cosmo Tiger di Kato nel frattempo hanno avvistato le torri di conversione dell’energia di Dunghil e scoperti sono attaccati dal nemico. Sanada intanto annuncia di aver completato il dispositivo anti iper missili e la Yamato bersagliata da quegli stessi missili, decolla senza perdere tempo per testare l'efficacia della nuova arma e per raggiungere il satellite Uruk.
Il dispositivo non ancora collaudato è un cannone a raggi in grado di creare intorno al missile iper radioattivo una limitata zona elettromagnetica in cui l’ordigno, intrappolato al suo interno, esplode prima di raggiungere il bersaglio.
Colto di sorpresa da questa inaspettata risposta dei terrestri, Lugal II ordina di continuare lo scontro con armi convenzionali, fino a che la Yamato circondata e ripetutamente colpitadalla flotta nemica non approfitta di una provvidenziale fascia di asteroidi per sbaragliare l’intera armata navale con la potenza del canone a onde moventi.
Scampato all’attacco, Lugal fa rotta verso Uruk annunciando al padre la sconfitta. Indifferente o addirittura nauseato dalle scuse del figlio, Lugal De Zahl, pur di impedire che la Yamato atterri su Uruk, ordina di attivare lo scudo difensivo a raggi neutronici, incurante del fatto che la nave in cui si trova il suo primogenito, non solo non potrà rientrare, ma rimarrà inevitabilmente distrutta.
Continua.

 






1 commento:

  1. Trama bellissima ma tantissimi errori di doppiaggio.. Se il pianeta dista da noi 3000 anni luce e viaggia ad una velocità pari a quella della metà della luce come può arrivare sulla terra in 3000 anni?? E' ovvio che ce ne metterebbe 6.000. Altro errore,Lugher dice che acquarius travolse la terra 10.000 anni prima quindi è lecito pensare che questa bolla d'acqua colpisca la terra ogni 16.000 anni;quindi non si capisce perche la voce narrante faccia capire allo spettatore che acquarius si sia avvicinato alla terra solo una volta oltre 4 miliardi di anni fa.

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