Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

La Trama della Serie III







Titolo originale Uchū Senkan Yamato III
Rete Yomiuri TV
1ª TV 11 ottobre 1980 – 4 aprile 1981
Episodi 25 (completa)







La Serie III di Yamato/Star Blazers si colloca temporalmente pochi mesi dopo il ritorno dell’Argo dalla Nebulosa della Stella Nera.
Nell'anno 2202 l'Impero di Galman e la Federazione di Polar si fronteggiano per assicurarsi il dominio dell'intera galassia, un conflitto che raggiunge anche la Via Lattea.
Nei pressi del sistema solare infatti, la flotta meridionale di Galman è in lotta con le navi del pianeta Berth, una colonia della Federazione di Polar.
All'apice di questa battaglia, la flotta di Galman lancia alcuni missili protonici in direzione della flotta nemica, uno di questi manca il bersaglio e viaggia alla deriva nello spazio.
Pochi giorni dopo il missile vagante attraversa il nostro sistema solare e dopo aver accidentalmente distrutto una nave turistica in prossimità di Mercurio, termina il suo viaggio precipitando all'interno della massa del Sole.
In un’università del Giappone, il professor Simon, cattedratico dell’Università federale terrestre, grazie ai sofisticati strumenti dell'istituto, registra un'insolita anomalia all'interno della nostra Stella: allarmato, il docente contatta le più alte autorità della scienza e del governo per informarle della scoperta, ma le sue teorie sono ridicolizzate e respinte.
Al professore non resta altra soluzione che prendere contatto con il Generale Todo e informarlo del pericolo imminente, gli spiega che secondo i suoi calcoli, il sistema solare è destinato a perire entro tre anni a causa dell'aumento improvviso della fusione nucleare del Sole.

All'umanità non resterebbe altra scelta che quella di trovare nella galassia un pianeta simile alla Terra ed evacuarvi entro il termine stabilito di un anno. Convinto della bontà delle teorie del professore, il generale Todo decide di affidare all'incrociatore spaziale Argo questa importantissima missione esplorativa.
Per far fronte a questa nuova emergenza, a Wildstar, il nuovo capitano dell'Argo, non resta altro che far revisionare l'astronave e mettere insieme un nuovo equipaggio di Guerrieri delle Stelle.
Nello spazio esterno, la battaglia tra Galman e Berth continua interessando anche la colonia terrestre di Alfa Centauri che è improvvisamente attaccata; l'assalto, opera del Generale Dagon, mette nuovamente in allarme il quartier generale terrestre che per la seconda volta ha la conferma che un pericolo sconosciuto incombe sulla Terra.
Mentre sull’Argo si predispongono gli ultimi preparativi per la partenza, al quartier generale di difesa è segnalata la presenza di un’astronave sconosciuta che ha fatto la sua comparsa nell’atmosfera terrestre, preoccupato per ciò che li attende, in un discorso all’equipaggio, Wildstar lascia libertà di scelta ai suoi uomini; chi desidera rimanere sulla Terra è libero di allontanarsi dall’astronave entro il termine stabilito per il decollo. Sono le 5:28 del mattino.
Nessuno dell’equipaggio ha abbandonato il proprio posto.
La missione dell’Argo è cominciata. Giunta nei pressi di Urano, l’Argo è raggiunta da un’astronave sconosciuta e molto danneggiata. S
i tratta del Legendra, ammiraglia della flotta del pianeta Berth, il suo comandante, il capitano Ram, chiede aiuto all’astronave terrestre affinché li soccorra con rifornimenti e scorte di carburante prima di dover affrontare nuovamente la flotta dell’Impero di Galman. Wildstar si convince e dà disposizioni affinché il Legendra sia scortato fino al più vicino avamposto terrestre.

Mentre Derek apprende da Ram dell’esistenza e delle mire espansionistiche dell’Impero di Galman, Dagon e la sua flotta sopraggiungono in prossimità di Urano dove si trovano l’Argo e il Legendra.
Terminate le riparazioni, il Legendra è subito coinvolto nello scontro e poco dopo è sconfitto. Anche l’Argo è attaccata e coinvolta nella guerra, ma alla fine dopo un duro scontro i Guerrieri delle Stelle riescono a mettere in fuga Dagon, che pur di proteggere la sua ritirata, lascia sguarnito il resto della sua flotta.
All’indomani della battaglia, l’Argo attracca sulla colonia di Alpha-Centauri per le riparazioni, e dopo aver lasciato l’insediamento terrestre, fa rotta sul pianeta Barnard dove subisce un attacco improvviso proveniente dal lato opposto del satellite. L’arma con cui l’astronave è colpita non sembra però essere nuova, si tratta di raggi riflettenti deviati da aeromobili interstellari: un’innovazione del precedente cannone a riflessi usato da Gantz e Baine su Plutone.

Distrutti gli aeromobili e scovato il luogo dove è situata la base nemica, l’Argo distrugge con il cannone a onde moventi la base di Dagon, che vistosi ancora una volta alle strette si dà alla fuga. Preso atto della sconfitta di Dagon e della soverchiante forza dell’Argo, all’ammiraglio Gaidel non resta altro da fare che chiedere a Desslok nuovi contingenti e affida così al sottoposto la diciassettesima flotta di astro portaerei dell’impero. Dagon è pronto per distruggere l’Argo.
Dopo averla attaccata con le astro portaerei e averle causato un’avaria ai motori, Dagon riesce a spingere l’astronave verso le correnti interstellari cicloniche dove è impossibilitata a eseguire il balzo iperspaziale.
Dopo aver riparato il danno, i Guerrieri delle Stelle tentano di attraversare il campo dei vortici spaziali, ma all'uscita dalla zona dei vortici, gli astrocaccia di Galman si parano ancora di fronte all’Argo. Dagon ordina la resa, ma i cannoni dell'Argo gli fanno capire che il nemico è tutt'altro che indifeso. Il generale di Galman non demorde e fingendo di fuggire si lascia inseguire dall’Argo, che ignara della trappola, si trova ora senza scampo dinanzi alla bocca di un buco nero.
Il momento è disperato finché Sandor suggerisce di colpire con il cannone a onde moventi una massa rocciosa che sta entrando nel buco nero, il contraccolpo generato dalla potenza del cannone sospinge indietro l’astronave mentre i frammenti della massa rocciosa colpiscono le navi di Galman, che impreparate, sono risucchiate dall'attrazione gravitazionale del buco nero. Dagon è finalmente morto.
Pochi giorni dopo, mentre i Guerrieri delle Stelle stanno analizzando le condizioni atmosferiche del Pianeta 4 della Nebulosa di Bend, sono improvvisamente attaccati da alcune navi non identificate.
Senza perdere la calma, Wildstar informa le navi attaccanti dell' identità della sua astronave e sullo scopo della sua presenza nel settore.
Ricevuto il messaggio, il comandante Lebarus della Federazione di Polar si scusa per l’attacco e li invita sul pianeta Berth dove sono accolti dal governatore generale Borose che li ringrazia per aver difeso il Legendra contro le forze di Galman.
Lo strano ordinamento della popolazione del pianeta, mette però in dubbio l’effettiva natura della presenza della Federazione di Polar su Berth, soprattutto quando si scopre che in realtà, il pianeta non è altro che un’enorme colonia penale.
La situazione per i terrestri degenera quando un gruppo di prigionieri fuggiti dalle loro prigioni, sfrutta la presenza dell’Argo per chiedere con la forza di essere portati via da Berth. I prigionieri di Polar sono seguaci del culto della Regina Meridia, una setta pacifista che adora la figura pseudo religiosa della regina di Sherpard.
Catturati i forzati, Wildstar e Sandor chiedono a Borose che non sia inflitta loro nessuna punizione corporale. Intanto il Primo Ministro Bemlaze della Federazione di Polar arriva su Berth e mentre gli ufficiali dell’Argo si recano da lui per rendergli omaggio, assistono all’esecuzione capitale dei prigionieri evasi. Indignato, Wildstar chiede spiegazioni per questo crudele gesto di intolleranza.

Bemlhaze risponde che non è ammessa da parte di estranei nessuna critica o interferenza sulla gestione della legge di Polar e oltraggiato per questo gesto di “insubordinazione” dei terrestri, intima l’arresto dei Guerrieri delle Stelle e la distruzione dell’Argo.
Wildstar e i suoi sono costretti alla fuga e dopo essersi liberati dalla morsa dei soldati di Polar fanno ritorno sull’Argo, l’astronave si difende imponendosi sugli attacchi delle astronavi inseguitrici.
Furente per questa doppia sconfitta, Bemlaze ordina la distruzione del pianeta Berth impiegando dei missili mammut.
L’Argo riesce ad evitare i missili, ma per Berth e per tutti i suoi abitanti è la fine. Scampati alla collera di Bemlaze, l’Argo si ritrova sotto la mira del periscopio di “Squalo” Franken, comandante dei sommergibili sub spaziali di Galman. Dopo averla ripetutamente danneggiata con i siluri, Franken lancia un attacco missilistico dritto sul ponte di comando dell’Argo dove Derek Wildstar rimane ferito.
Priva della guida del suo comandante, l’Argo è intrappolata all'interno dell'enorme fortezza spaziale di Gaidel. Orgoglioso della sua impresa, Gaidel contatta immediatamente Desslok per comunicargli la notizia, ma la sua delusione è grande quando scopre invece che il Supremo è furioso per non essere stato informato prima dell’identità del nemico catturato. Desslok contatta subito Wildstar e porgendogli le sue scuse lo invita a dirigersi in amicizia verso Galman.

L'Argo viene liberata e ricevute le opportune coordinate, accetta, anche se con diffidenza, l’invito di Desslok.
Accolti gli amici a palazzo, Desslok racconta del suo viaggio intrapreso fino al centro della galassia dove tra la sorpresa e lo stupore aveva scoperto le vere origini dei gamilonesi: gli antenati del suo popolo erano infatti emigrati da Galman (il loro vero pianeta d’origine) fino alla nebulosa di Sanzar, dove avevano fondato Gamilon, deciso a strappare Galman alla Federazione di Polar, Desslok racconta a Wildstar di come a seguito di un’aspra e lunga battaglia, fosse riuscito a liberare il pianeta dalla dominazione di Bemlaze diventandone poi l’imperatore.
Il giorno dopo Desslok si reca a visitare l'astronave, questa  è la prima volta che il supremo vi mette piede da amico. Incuriosito dalla presenza dell'Argo in quella zona della galassia tanto lontana dalla Terra, Desslok domanda a Wildstar il motivo di questo nuovo viaggio.
Wildstar comunica la triste situazione che sta vivendo ora la Terra e della sicura distruzione del sistema solare.
Profondamente scosso, Desslok si offre di riparare ai propri torti e mette a disposizione dell’umanità le conoscenze scientifiche di Galman. Esaminata la situazione della Terra, il Maggiore Frauski spiega che per frenare la fusione nucleare sarà sufficiente disporre intorno al Sole degli schermi magnetici che filtreranno il calore fino a quando sarà creata, con masse rocciose e missili protonici, un’implosione interna che ridurrà la sua massa facendola ritornare ai livelli normali. La mobilitazione di Galman ha inizio e una volta giunte sulla Terra, le astronavi di Frauski si dispongono tutte intorno alla stella per disporre lo schermo solare.

Nel frattempo Sandor recatosi nelle vicinanze della cintura degli asteroidi è pronto a raccogliere le masse rocciose che saranno poi introdotte nel Sole. Lo scudo si rivela un’ottima barriera, la massa solare è diminuita e la temperatura sulla Terra è scesa.
Ma mentre Frauski tira un sospiro di sollievo accade l’impensabile: le protuberanze solari squarciano lo scudo protettivo e la condizione termica interna del Sole è di nuovo instabile: la fusione nucleare ha ripreso nuovamente ad aumentare.
Delusi e scoraggiati da questo fallimento, i Guerrieri delle Stelle stanno per ripartire alla ricerca di un nuovo pianeta, quando Desslok dimostrando ancora una volta di voler essere concretamente di aiuto, comunica a Wildstar l'esistenza di un pianeta con caratteristiche molto simili a quelle della Terra, il pianeta con l’inquietante nome di “Phantom” sembra rappresentare una nuova speranza di sopravvivenza per gli abitanti di un pianeta costantemente obbligati a tornare nelle città sotterranee.
Mentre l'Argo si dirige a tutta velocità verso la costellazione del Sagittario, porta soccorso ad una nave trasporto di pellegrini naufragati su un asteroide. Commossi da quel generoso atto di altruismo, i pellegrini seguaci della religione di Sherpard invocano Meridia affinché conceda il proprio aiuto e la propria protezione ai Guerrieri delle Stelle, così mentre l’Argo si avvia verso Phantom, l’immagine di Meridia appare dinanzi all’astronave.

Giunti sul pianeta indicato da Desslok, l’equipaggio dell’Argo si trova davanti ad un mondo del tutto simile alla Terra e felici, i Guerrieri delle Stelle festeggiano la salvezza del genere umano.
Orgoglioso del successo della missione, Wildstar comunica al quartier generale la sorprendente scoperta, lo stesso messaggio è inviato anche a Desslok che brinda al futuro della Terra, ma felicità e le speranze dell'equipaggio sono destinate a trasformarsi però in un vero e proprio incubo quando dinanzi dell'equipaggio compaiono persone ritenute morte, città identiche a quelle esistenti sulla Terra e lo stesso mausoleo di Avatar, apparizioni che poi scompaiono misteriosamente.
Ritornato a bordo dell’astronave, Wildstar contatta Desslok chiedendo maggiori informazioni sul pianeta. Inviando il Maggiore Helmeyer su Phantom per dei rilevamenti, Desslok apprende così che quel mondo non è identico alla Terra, ma a Galman!
Sbarcato sulla superficie, Helmeyer suggerisce di trivellare la superficie di Phantom per rilevarne la composizione interna, ma IQ9 e Sandor rientrati nel frattempo da una missione di esplorazione, si oppongono alla soluzione proposta dal Maggiore comunicando la sorprendente teoria che il mondo in cui si trovano non sia solo un semplice pianeta, ma un gigantesco organismo vivente dotato di una forma di energia super-psicologica che gli permette di leggere le menti di coloro che sbarcano sulla superficie per condizionarne le azioni.
Cinico di fronte a quest’assurda teoria, Helmeyer inizia la sua opera di trivellamento, quando però la sonda raggiunge un punto critico, il pianeta si ribella mostrando a tutti il suo vero aspetto. Terrorizzato, l’equipaggio rientra sull’Argo: Alex e Wayne però scomparsi nel frattempo, sono attirati sotto la superficie del pianeta; qualcosa o qualcuno li sta guidando verso un punto ben determinato del sottosuolo.

Alex e Wayne giungono quindi in una sorta di “grembo materno” di Phantom, l’essere astrale li ha condotti lì per pregarli di condurre via con loro una persona molto importante per il destino dell’universo e che il “fato” aveva voluto affidargli. La giovane donna che appare dinanzi ai due cadetti e che era rimasta molto tempo nel ventre del pianeta, altri non è che Luda, erede di Meridia e nuova regina del pianeta Sherpard.
Phantom racconta che anni addietro, Luda era stata condotta in esilio su quello che i Polariani credettero essere un mondo ostile e inabitato; l’ambiente più adatto per l’esilio di Luda.
Conscio della sua imminente fine, Phantom ha bisogno che siano esseri colmi di bontà d’animo a occuparsi di Luda. Scoperta nel frattempola vera identità di Phantom, Desslok ordina al Tenente Generale Gustav di distruggere il pianeta e nonostante le obbiezioni dell’Argo, Gustav esegue l’ordine; tra le lacrime, Luda, (già a bordo dell’astronave) assiste impotente alla distruzione di Phantom. Alle proteste di Wildstar che giudica quest’azione vile e meschina, Desslok risponde apertamente che si è trattato di un’azione a carattere puramente militare.
Wildstar capisce finalmente che in realtà Desslok non è cambiato e che forse sarebbe meglio porre una certa distanza tra la sua astronave e Galman, decide quindi di non informarlo della presenza di Luda a bordo dell’Argo.

La scelta di allontanare temporaneamente l'Argo dalle questioni di Galman ha solo un effetto temporaneo, perché poco tempo dopo, mentre l’Argo sta esplorando il pianeta Beta, è raggiunta dalla flotta di Galman.
Il generale Gustav ordina da parte di Desslok che gli sia consegnata la regina Luda. Wildstar rifiuta prontamente e questo autorizza Gustav a prendersi la libertà di attaccare l’Argo.
E’ Desslok che disillude subito le sue bellicose speranze ordinandogli invece di sospendere il suo atacco e di prepararsi a difendere l'Argo dall’imminente arrivo della flotta di Polar che stà facendo rotta verso il loro quadrante spaziale. Furente, Gustav sospende l’avanzata e quando la flotta di Polar li raggiunge, è costretto a fronteggiare le forze di Bemlaze ricorrendo alla fine a degli attacchi suicidi.
Le due armate si distruggono a vicenda ma la minaccia non è scongiurata, la seconda flotta corazzata siderale di Polar è già in agguato, anche questa battaglia è inevitabile, ma alla fine i Guerrieri delle Stelle vincono.
Anche se la battaglia è vinta, i Guerrieri delle Stelle sanno che per l’umanità  non vi è purtroppo nessuna possibilità di salvezza; non c’è nessun pianeta nel raggio di 15.000 anni luce che somigli in qualche modo alla Terra. All’Argo non resta che ritornare a casa sconfitta, ma prima di tornare sulla Terra c’è un’ultima incombenza da sistemare: bisogna accompagnare la regina Luda su Sherpard.
Raggiunto Sherpard attraverso un passaggio dimensionale, i Guerrieri delle Stelle si preparano ad atterrare sul pianeta ignorando però di essere inseguiti sia da Galman sia da Polar. Le intenzioni di Desslock sono chiare, il Supremo è intenzionato a impadronirsi di tutto l’arsenale di armi galattiche presente sul pianeta e di cui tanto parlano le leggende.
L’Argo atterra così su un pianeta bellissimo, pacifico, dove la gente ha ritrovato la serenità vivendo in pace con se stessa e con l’universo. Questa nuova ideologia è alla base di tutta la civiltà di Sherpard, che da qualche tempo ha bandito qualsiasi forma di violenza da tutta la superficie del pianeta: niente armi quindi, nessuno su Sherpard alzerà mai più un dito contro un proprio simile. Ne approfitta Polar che scatena sulla superficie una lotta senza quartiere. I Guerrieri delle Stelle e la flotta di Galman guidata da Desslok, riescono però unite a decimare la flotta nemica. Per ringraziarli dell’aiuto, Luda conduce gli ufficiali dell’Argo in una cavità sotterranea nascosta.

Scesi al di sotto della superficie, Wildstar e i suoi rimangono sbalorditi: l’intera zona altro non è che un’immensa base sotterranea in cui sono radunate armi moderne e attrezzature scientifiche ultra sofisticate. Erano stati gli stessi abitanti di Sherpard ad averle nascoste con la ferma intenzione di non farne più uso.
Luda consegna all’equipaggio dell’Argo un dono inimmaginabile: tra le armi in dotazione di Sherpard vi è anche il Cosmo Riduttore Molecolare (o cannone Hydro CosmoGen) che è in grado di controllare la fusione nucleare delle stelle.
Per la Terra c’è ancora una possibilità di salvezza e l’Argo riparte a tutta velocità verso il sistema solare con il suo prezioso carico.

Al suo rientro sulla Terra, l’astronave trova un pianeta morente.
La situazione è oltremodo critica, la temperatura al suolo ha raggiunto i 140 gradi e quel che resta dell’umanità ha trovato rifugio nelle città sotterranee. Senza perdere tempo Wildstar dirige la prua dell’Argo verso il Sole intenzionato a sparargli addosso il raggio riduttore di molecole.
A rovinare i piani di salvezza per la Terra è ancora una volta la Federazione di Polar, che nel momento decisivo attacca l’Argo alle spalle. Dietro alla flotta di Polar vi è la fortezza astrale con a bordo il Ministro Bemlaze in persona. Bemlaze colpisce lo spazio attorno all’Argo con il cannone a vortice, un’arma in grado di creare un gorgo che assorbe qualsiasi cosa gli si avvicini distruggendola. Bemlaze però non è il solo a raggiungere la Terra, anche Desslok sta arrivando con la sua flotta. In un comunicato video, Desslok esorta Wildstar a non cedere e a proseguire con la sua missione: penserà lui a Bemlaze.
Derek ringrazia l’amico e si prepara a sparare di nuovo sul Sole, ma qualcosa non va, il dispositivo che apre il pannello di uscita dell’arma si è guastato; il destino sembra volersi ancora accanire sull'equipaggio. E’Alex, che disobbedendo a Wildstar, lascia il ponte di comando per correre a riparare il danno. Questo gesto eroico tuttavia gli costa la vita. Il pannello si apre ma per il coraggioso cadetto colpito da un caccia di Polar è la fine.

Giurando vendetta per la morte dell’amico e per ricongiungersi con l’amata Luda, Wayne si getta contro la fortezza di Polar. Ancora una volta Desslok assiste al gesto disperato di un terrestre che per amore ha sacrificato la propria vita. E’ lui stesso usando il cannone che porta il suo nome a distruggere la Federazione di Polar, la fortezza di Bemlaze cede quindi sotto i colpi delle potenti armi di Galman.
A Wildstar ora non resta altro da fare che onorare le azioni dei suoi uomini e dell’amico Desslok fermando in modo definitivo la fusione nucleare del Sole.
Il raggio luminoso scaturito dal ponte della nave raggiunge la massa solare e questa volta il tentativo riesce e poco dopo il Sole riprende le sue dimensioni originali. Salutando Wildstar, Desslok fa ritorno a Galman. Anche l’Argo ora dirige la prua verso casa, una casa che ha ancora bisogno di lei, una casa che va ancora una volta ricostruita.





L'Edizione Italiana




La prima a trasmettere le avventure della Serie III in 'Italia fu Retequattro nel 1982/83 nella fascia preserale che andava alle 18.00.
Il nostro Paese trasmise il terzo blocco delle avventure della Yamato con il titolo di "Star Blazers 2a Serie ".

Di seguito i Titoli dell' Edizione Italiana.

1 Pericolo per la Terra
2 Dagon contro Ram
3 Partenza
4 Rotta su Marte
5 Astronave Leggenda
6 Battaglia Interplanetaria
7 Avventura su Alpha-Centauri
8 L'ultimo pioniere
9 Battaglia su Barnard
10 L'astroflotta di Dagon al contrattacco
11 La morte di Dagon
12 Penitenziario spaziale
13 La federazione di Polar
14 Emergenza: sommergibili sub-spaziali
15 L'Argo prigioniero
16 Il compleanno di Desslok
17 La federazione di Polar all'attacco
18 La rivincita del sole
19 Rotta su Phantom
20 La nuova Terra
21 La vera identità di Phantom
22 La regina Luda
23 In difesa di Luda
24 Sherpard!
25 Missione compiuta



In basso due video delle sigle della serie III come furono trasmesse in Italia all'inizio degli anni 80.Quella iniziale nella sua prima trasmissione storica di Retequattro del 1983 e quella finale nella trasmissione di Odeon Tv  nel 1988. 
Oggi purtroppo queste due sigle sono state sostituite dall'esclusivo montaggio americano della serie I.
Grazie a mystrtube e lalufierro per aver postato le 2 sigle su Youtube.


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