Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

Battaglia Finale. Le Bozze Inedite













Ho pensato molto prima di decidermi a scrivere quest’articolo. Ho sempre ritenuto questa scena piuttosto astrusa e inutile, tuttavia essa ha una storia alle spalle. Probabilmente le scene per questa sequenza furono le più difficili da scegliere, tanto difficili che alla fine non ne venne scelta neanche una (vedremo dopo il perchè..)
Come scritto nel precedente articolo, la sequenza dell'unione fisica tra Wildstar e Nova era diventata davvero un rompicapo per il produttore che alla fine, dopo tanta indecisione, si limitò a raccontare quello che voleva esprimere solamente tramite l'espressione del volto felice di Yuki.
Queste che vedete nella pagina sono immagini che tenevo nel cassetto da più di un anno.
Ecco alcune delle illustrazioni preparatorie originali di quella sequenza mai vista in Italia, in altri paesi e in altri siti web occidentali. Forse sarebbe stato più corretto da parte mia inserirle nella sezione Hentai, ma dal momento che si tratta di materiale assolutamente originale, il segmento del blog non avrebbe reso il giusto tributo a questo lavoro di Shinya Takahashi.



Adesso torniamo indietro di qualche anno:
Il mondo degli Anime era in gran fermento tra la fine degli anni ’70 e l’inizio dagli anni 80, nascevano in quel periodo nuove idee e nuovi concetti di SF. Ce ne siamo resi conto tutti in questi anni che i titoli di maggior successo, quelli più completi, i più indimenticabili erano proprio quelli creati nel penultimo decennio del ‘900, un' epoca d’oro che a distanza di quasi trent’anni non si è più riusciti a bissare.



La Serie III era terminata da quasi 2 anni e l'interesse per Yamato era sensibilmente calato.
Era necessario quindi che Yamato si dimostrasse ancora una volta all’altezza della sua fama, che fosse in grado di reggere il confronto con i nuovi titoli che venivano prodotti  e se possibile di surclassarli. Doveva essersene reso conto anche Nishizaki, grazie al boom innescato da Yamato ormai gli anime stavano diventando un prodotto per tutti, il suo non era più un settore relegato solo a quello dell’intrattenimento per i bambini, il mercato si stava evolvendo alla svelta, in quegli anni nascevano i primi OAV e  L' Home Video poggiava le prime basi di quello che poi nel tempo sarebbe diventato un settore molto fiorente.



Nishizaki pensava che Yamato dovesse ritornare nuovamente al cinema con un film spettacolare, una storia che ancora una volta fosse stata in grado di sorprendere il pubblico, una pellicola  che si dimostrasse al passo con i tempi e con le nuove tecnologie e nei nuovi formati audio-video: quindi video 70 millimetri, con 4 canali audio.


Nishizaki era dell’opinione che una scena realizzata per la TV veniva considerata accettabile quando essa era vicina, cioè visibile da una distanza di due metri, ma per sostenere un film sul grande schermo, si era/è tenuti a realizzare sequenze molto più dettagliate. Ma non è tutto. Quando si considerano le dimensioni di una sala cinematografica era indispensabile considerare che anche gli effetti sonori hanno la loro importanza. Forse per lui i prodotti lanciati nei cinema non avevano davvero la stessa qualità di un prodotto per le sale, dopo la realizzazione di Yamato Per Sempre le altre pellicole dovevano sembrargli davvero poca cosa. A suo giudizio una pellicola da presentare al cinema doveva avere per forza di cose uno spessore e una storia profonda e particolare.


L’ultimo Yamato quindi, avrebbe avuto uno spessore davvero particolare, questo doveva essere chiaro per tutti. In primis Nishizaki aveva pensato si da subito di realizzarlo in 70mm, (voleva già farlo con Yamato Per Sempre, un mezzo tentativo non del tutto riuscito..) ma come abbiamo visto, il super produttore avrebbe poi cambiato idea e la prima versione di Final Yamato a comparire nelle sale giapponesi sarebbe stata ancora una in 35mm.
Il copione si ripete, Nishizaki comincia a sbandierare la magnificenza del nuovo film (proprio come aveva fatto per Forever) prima di avere ancora bene in testa la sceneggiatura. (Motivo che come abbiamo visto lo porterà a realizzare poi  il film in tutta fretta). La sceneggiatura potava aspettare, la campagna marketing e gli incontri con i fans no.


In Final Yamato sarebbero stati affrontati temi più gravi degli altri film precedenti. Non ci sarebbero stati solo amore o romanticismo nella nuova pellicola, ma qualcosa di più profondo e più intenso. Nishizaki immaginava già nella sua testa le idee che voleva realizzare, tuttavia non gli riusciva di rappresentarle pienamente negli storyboard.
Le precedenti produzioni legate alla saga erano destinate ad un pubblico con un target di età compresa tra i 13-15anni, ma questa volta il super produttore era deciso a mirare a un pubblico di età superiore, quindi era necessario sottolineare gli aspetti drammatici del film.
Nonostante avesse lavorato tanto Nishizaki non era riuscito a completare in tempo le scene del matrimonio tra Wildstar e Nova, di conseguenza solo le scene della loro unione sarebbero poi state inserite nel film (che in qualche sala venne consegnato anche in ritardo). Nishizaki lo distribuirà ugualmente alle sale, orami è tardi per i ripensamenti, le scadenze andavano rispettate.



La scena finale tra Wildstar e Nova inizialmente non avrebbe dovuto svolgersi come era stata presentata nella prima versione del film. Il piano iniziale era dipingere i due, che dopo la loro unione sarebbero diventati “metaforicamente” una sola persona scomparendo nello spazio, tuttavia, poiché il superproduttore non era rimasto soddisfatto della rappresentazione della scena, decide di usare solo le immagini di Acquarius per chiudere il film, anche se nemmeno di queste era rimasto soddisfatto, in esse non riscontrava alcuna unità emotiva, pertanto, stabilisce semplicemente di tagliare tutta la sequenza, che era di circa 3,5 minuti.

Come si vede dalle illustrazioni, ci sono stati molti grandi concetti per l’idea della scena d'amore, tuttavia Nishizaki pensò che se li avesse usati nel film, il pubblico avrebbe reagito negativamente. Così stabilisce di tagliare tutte le bozze che aveva ideato (presumibilmente assieme a Shinya Takahashi) terminando la scena d’amore su un primo piano del volto di Yuki, pieno di felicità.


L’ultima scena che il produttore aveva in mente era quello dell’immagine del volto di Yuki come moglie e come donna. Il suo viso avrebbe dovuto si avvicinarsi a quello di Wildstar/Kodai e le loro labbra quasi a toccarsi con mano mentre scomparivano nello spazio infinito. Ma a quanto pare non ci sarebbe stato il tempo per fare nemmeno queste immagini.







Shinya Takahashi





Shinya Takahashi è nato a Tokyo il 5 novembre 1943. Caracther design, animatore e illustratore di artbook. Shinya era un amante dell’illustrazione del disdegno sin dalla sua infanzia e la sua aspirazione nella vita era proprio quella di poter realizzare un giorno quel sogno.

Dopo la laurea, nel 1965, Shinya viene introdotto da suo zio negli studi della Toei Animation Co., Ltd. Gli viene affida la serie TV anime "Ken il ragazzo lupo".  Dalla fine degli anni ’60 crea i volti di molte delle protagonista delle serie “Majokko” da “ Sally la maga” a Akko-chan " (lo specchio magico) a “la maga Chappy” alla serie di Nagai  “Cutey Honey” e  Majokko Megu-chan “Bia la sfida della magia” e Heidi. Shinya Takahashi approda a Yamato nel film del 1978 “Arrivedereci Yamato”, realizza alcune delle scene della partenza della nave dalla Terra, Nishizaki lo nota quando realizza la scena di Yuki mentre si cambia d’abito nell’infermeria della nave. (foto a lato). In quell'occasione Nishizaki gli disse: "Nessun animatore la mai disegnato una Yuki così terribilmente sexy ". Da allora Nishizaki gli affiderà la creazione dei volti di tutte le ragazze della serie, da Sasha II a Sada in Yamato Per Sempre a Akiko Todo a Luda di Sherpard nella Serie III. In Yamato Battaglia Finale curerà ancora i volti di Yuki (n.d.a. mai stata così bella) della Regina Acquarius e del piccolo principe Dunghilliano. Nel 1983 insieme alla grandissima Akemi Takada cura il design del film di Lamu “Only You”.
Ancora per Nishizaki curerà nel 1985 il design di Sara, l’unica ragazza dell’equipaggio di “Odin il veliero dello spazio”. Sua ancora la caratterizzazione più curata in alcuni episodi di autentiche bellezze dell’animazione come Creamy, Madoka Ayukawa, Ransie la strega.
Ancora per la Toei verrà coinvolto nella serie di Matsumoto, “La regina dei 1000 anni” e il film di Capitan Harlock del 1982 “Arcadia della mia giovinezza” Sempre per Toei: “La lampada di Aladino” e nel 1992 il film remake di “Candy Candy”. Nel 2004 segue insieme a Akio Sugino e a
Osamu Dezaki i bellissimi OAV di Black Jack.
E’ ancora molto attivo ancora oggi nel campo dell’animazione come regista e capo animatore.







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