Dedicato alla memoria di Yoshinobu Nishizaki

L'Impero della Cometa: Le Prime Sceneggiature











Per festeggiare il successo del film di montaggio della Serie 1 in proiezione in quel periodo nelle sale del Paese, è organizzata per il 15 novembre 1977, una festa presso Hotel Imperial di Tokyo.
Il film aveva contribuito a creare un boom d’interesse verso gli anime senza precedenti e sulla base di questo successo, Nishizaki decide di iniziare la produzione su un sequel nel quale la Yamato avrebbe probabilmente detto addio ai suoi fans.
Il sequel sarebbe stato dunque il finale della serie. (il primo di tanti..)
Quando Nishizaki inizia a immaginare l'idea per il nuovo film, si domanda se avrebbe dovuto iniziarlo riprendendo la storia dalle parti rimosse della prima serie, quelle cioè che furono tralasciate a causa dei tagli imposti dalla Yomiuri Tv, così ci fu la spinosa questione di decidere se tornare indietro e inserire ciò che era stato tagliato o iniziare con una nuova storia.
In seguito si deciderà di dare un taglio netto alla sfortunata sceneggiatura delle Serie 1 e iniziare con una storia totalmente nuova.


Il produttore riunisce il suo staff principale presso l'Hotel New Japan a Tokyo per iniziare a concettualizzare la storia.
Nonostante il grosso successo al botteghino e il sostegno schiacciante dei fans, Nishizaki e il suo staff non sono però completamente soddisfatti del loro lavoro; alla fine il primo film cinematografico era stato solamente un’opera di montaggio in cui molte delle scene più importanti erano state tagliate a causa del limitato tempo di esecuzione (tutto sommato ugualmente piuttosto corposo : 130 minuti) che aveva fortemente limitato l'ambito del tema: un soggetto meditato inizialmente come un programma di 51 puntate, poi ridotto a 39 prima dell’inizio della serie in tv e poi tagliato a 26 dopo la trasmissione dei primi 10 episodi.
Adesso che non vi erano imposizioni da parte di nessuno, Nishizaki poteva esprimere interamente quelle che erano le sue idee.

Affinché il nuovo film reggesse il confronto con la serie televisiva, era necessario puntare su una sceneggiatura SF incredibilmente emozionante; far sì che la nuova storia superasse quella precedente e nel frattempo estendere e completare quella tematica di amore verso tutta l’umanità a lui tanto cara e che era rimasta incompiuta nella serie tv.
Primario ed essenziale (e pienamente condivisibile) era per Matsumoto il tema della sopravvivenza a tutti i costi dei suoi protagonisti, una questione già disattesa nella Serie 1 con la morte di Okita.
foto di Nishizaki del 1978
Matsumoto non voleva e non vuole tutt'ora perdere i personaggi degli anime da lui stesso creati che considera come propri figli, (motivo per cui il co-autore non parteciperà alla lavorazione delle ultime scene del film), purtroppo per lui, anche quest’aspettativa verrà disillusa perché il tema del sacrificio come l’unico mezzo per risolvere i problemi, era proprio il piano d’azione che aveva in mente Nishizaki.
Secondo il produttore il sacrificio era relativamente facile da esaltare e drammatizzare (ma questo tipo di problemi si sarebbero presentati solo l’anno seguente).
Adesso che il "summit" dei grandi dell’Academy si era svolto e che i temi fondamentali erano stati illustrati, occorreva iniziare l’opera di stesura della sceneggiatura.
Oltre a Matsumoto, a Keisuke Fujikawa, a Fumio Kounami e a Hideaki Yamamoto, Nishizaki chiede anche la collaborazione di Aritsune Toyota, che solo 3 anni prima era stato chiamato per sviluppare la storia della prima serie tv: a tutti quanti questi signori era stato dato il via libera a spremersi le meningi e dare libero sfogo alla propria immaginazione per stendere al più presto una storia brillante e coinvolgente con la quale catturare anche lo spettatore più esigente.
Toyota non perde tempo e propone una scrittura interessante ma piuttosto cruda e psicologica, che esce troppo dagli schemi del cartoon (e di conseguenza anche da quelli imposti dal produttore) ma molto profonda e coinvolgente.

La storia inizia in un mondo ancora privo di fauna e vegetazione, dove la popolazione terrestre sta lentamente abbandonando le città sotterranee per ritornare in superficie (che nel frattempo grazie al Cosmo Cleaner sta rifiorendo) e in cui la Yamato fa bella mostra di sé (come monumento mondiale) in una grande piazza di Cosmopolis. Oltre allo scafo del potente monumento, sono enumerate e glorificate anche le meraviglie della tecnologia Iscandariana site a bordo della nave: ossia il cannone e il motore a onde moventi: l’arma e il motore più potenti mai apparsi sulla Terra.
Questa presentazione unicamente in chiave bellica e non antimilitarista della nave, genera nella popolazione una certa apprensione e una forte ostilità nei confronti della Yamato, che è vista ora come uno strumento di guerra e morte piuttosto che come un mezzo di salvezza. L’ansia e un certo malcontento serpeggiano tra la popolazione di Cosmopolis, che vede la Yamato e il suo equipaggio come dei mostri ai quali sottrarsi.
Wildstar-Kodai è deluso e furente, la gente ha dimenticato che il vero scopo per il quale la Yamato era decollata un anno prima, che era stato unicamente quello di portare salvezza alla Terra e alla sua popolazione e non per portar guerra nell’universo, il giovane vorrebbe gridare al mondo che la Yamato e il suo equipaggio hanno salvato il genere umano dalla catastrofe e che questo clima di odio nei loro confronti è del tutto assurdo e immotivato!
Tutto diviene più angosciante per lui, il ricordo della morte dei compagni deceduti e quella del capitano Okita gridano giustizia, ma mentre nell’animo del giovane si agitano sentimenti contrastanti, il resto dell'equipaggio rimane tranquillo e vive in modo anonimo tra il resto della popolazione. (quasi a nascondersi)
Nel 2201 intanto, un blackout misterioso si verifica sulla Terra. Un astronomo della Federazione appena ricostituita osserva uno strano fenomeno sul Sole; enormi macchie solari sono apparse sulla superficie della stella e sono in rapido aumento. (ecco le basi di quella che sarà la sceneggiatura della Serie III). Motivo? Il colpo sparato da Dessler nell’ultimo episodio della Serie 1 con il cannone principale della sua astronave, è stato attirato dalla gravità del Sole che ne ha assorbito l’energia sconvolgendo il suo sistema interno.
La reazione tra la fusione del deuterio presente nel Sole e l’energia nucleare di cui è composto il cannone Desslok, sta causando un aumento eccessivo di elio all’interno della massa solare che ne accellera il ciclo di vita trasformandolo rapidamente in una gigante rossa. In soli due anni la Terra sarà inghiottita dal Sole in espansione.

La razza umana deve emigrare in un altro pianeta prima della morte della stella; alla Yamato, ancora l’unica astronave terrestre in grado di viaggiare oltre il sistema solare, è affidato il compito di trovare un nuovo pianeta adatto alla sopravvivenza dell’uomo.
Nel frattempo l’EDF localizza in un sistema solare esterno un pianeta con caratteristiche simili a quelle della Terra. Il sistema è situato nella costellazione del cancro a 2700 anni luce dal nostro pianeta, il quarto pianeta, Odin, ha le caratteristiche per ospitare l’umanità.
L’astronave è così rimossa dalla piazza monumentale nella quale era stata destinata a rimanere per decenni e ridiviene lo strumento di salvezza della Terra: ecco dunque il rovescio della medaglia, ora la stessa gente che considerava l’astronave una mostruosità bellica, ha nuovamente cambiato idea…(l’incoerenza umana..).
Il consiglio della flotta suggerisce delle trattative con il governo di Odin per trattare le condizioni del trasferimento. (un altro spunto che diverrà parte integrante per la storia della Rinascita prodotta nel 2009).
A Wildstar-Kodai è imposto però anche un compito tassativo: "far cadere una pioggia di missili e annientare gli abitanti del pianeta se il governo rifiuterà la presenza dei terrestri sul loro mondo, e se nonostante l’attacco, il governo di Odino facesse nuovamente resistenza all’esodo, l’equipaggio della Yamato è autorizzato a uccidere tutti gli abitanti del pianeta con il cannone a onde moventi.
Wildstar è sconvolto. La Yamato avrebbe dovuto comportarsi con Odin esattamente come Gamilas aveva fatto con la Terra.
Anche se con riluttanza, la Yamato parte per la costellazione del cancro. Tuttavia Odin non è l’unico pianeta abitato in quel sistema solare, ve n’è un altro scientificamente più avanzato, un mondo abitato da una civiltà di robot che intende espandere il proprio dominio anche su Odin. Disobbedendo agli ordini imposti dalla Terra, la Yamato si schiera dalla parte della civiltà di Odin tentando in ogni modo di proteggerla dalle mire espansionistiche del pianeta meccanico combattendo coraggiosamente contro di esso nonostante l’evidente superiorità numerica. Kodai pensa che schierandosi dalla parte degli abitanti di Odin la popolazione locale non avrebbe certo negato ai terrestri il permesso di trasferirsi sul pianeta considerandoli quindi amici e non invasori.

nota. Nella Rinascita del 2009, la Yamato farà la stessa cosa sul pianeta Amare. Wildstar si schiererà dalla parte della regina Iriya contro il SUS pur di consentire alla gente della Terra di essere accolta in pace e con benevolenza sulla nuova patria degli esseri umani.

Dopo un estenuante battaglia contro le armate del pianeta meccanico, la Yamato e il suo equipaggio soccombono per consentire all’umanità di continuare a sopravvivere. I terrestri sono così accolti a Odino.

Verso la metà di Dicembre del 1977, Nishizaki, Leiji Matsumoto, Tomoharu Katsumata, lo stesso Toyota e gli altri scrittori raccolti in riunione, tengono in considerazione parte della sceneggiatura scritta da Toyota, ma propongono l’inserimento di altri 3 personaggi nella sceneggiatura, “ i prototipi”quelli che in seguito diventeranno i personaggi chiave della sceneggiatura definitiva; un personaggio femminile e crudele sul lato del nemico, cioè Sabera (principessa Invidia), una ragazza misteriosa, Teresa (Trelena) e un soldato rozzo ma indiscutibilmente audace: Saito (Knox).
Letta e discussa la via intrapresa da Toyota, Nishizaki decide di affidare la palla a Keisuke Fujikawa, lo sceneggiatore più importante della serie 1.                                                                                                  
Il 20 Dicembre del 1977, Fujikawa presenta a Nishizaki una scrittura più corposa, meno compromessa e infelice di quella di Toyota, ma altrettanto ricca di suspense e problemi.

La Terra finalmente è salva dalla radioattività e la popolazione può lasciare le città sotterranee e tornare in superficie. I membri dell'equipaggio della Yamato sono assegnati ad altre mansioni (esattamente come nel film e nella serie 2) e l’EDF è intenta nella progettazione di nuove e potenti navi mentre la Yamato è considerata appena una reliquia da esporre a un pubblico annoiato.
A mutare il triste destino della gloriosa corazzata, è l’apparizione di una razza intergalattica che si appresta alla conquista dello spazio. Alcuni abitanti dei pianeti conquistati da questa stirpe di invasori spaziali, riescono, però, a fuggire sulla Terra.
E’ a questo punto che l’EDF s’interroga sull’identità di quest’oscura minaccia, ma a questo quesito si trova subito una risposta: chi guida l’incursione verso il sistema solare, altri non è che il redivivo Dessler. Il supremo dittatore di Gamilas era sopravvissuto all’ultimo attacco avvenuto nei pressi della Terra, quando cioè i raggi del cannone dell'ammiraglia gamilonese vnnero respinti dallo scudo protettivo della Yamato e riflessi contro di lui. Sopravvissuto, Dessler medita vendetta, e quale occasione migliore se non quella di approfittare della flotta che l’imperatore gli ha tanto generosamente affidato? L’EDF intanto, sembra più preoccupato per la costruzione della nuova ammiraglia e della scomoda presenza dei rifugiati sulla Terra piuttosto che per il nuovo nemico che avanza inesorabile, i terrestri non vedono di buon occhio la presenza dei profughi sul pianeta e il governo federale spinge affinché essi abbandonino immediatamente il nostro mondo.
Preoccupato per questo intollerante comportamento della federazione, Kodai invita le istituzioni affinché il problema sia affrontato con spirito di umana solidarietà che accomuni tutti: terrestri e rifugiati.
Alla fine a Kodai va una mezza vittoria e ottiene dal governo il permesso di scortare  i rifugiati verso un luogo sicuro con la Yamato.
Il problema però è che l’astronave non ha più l'energia sufficiente, nè per assolvere ad un simile compito, né tantomeno per scontrarsi con il nemico: qualunque esso sia. La maggior parte dell' energia della nave è stata esaurita nel tragitto di 296000 anni luce verso Iscandar. Si tratterebbe quindi di una missione senza ritorno; un'occasione per la Federazione di liberarsi in maniera definitiva dell’ingombrante massa di persone sbarcate senza motivo sulla Terra?

nota. In questo punto della sceneggiatura non è chiaro se l’EDF intendesse sbarazzarsi anche della Yamato e del suo equipaggio insieme agli emigranti, ciò che ci si chiede leggendo questa scrittura è: perché inviare  una nave così mal ridotta e indebolita a tal punto da non essere in grado di difendersi in una missione pericolosa come questa?
E’ quello che devono essersi domandati anche alcuni membri dell'equipaggio, che prontamente si dimettono sostituiti da nuovi membri ancora freschi d’accademia.
L’astronave decolla per la sua destinazione, ma il malcontento del nuovo equipaggio, che non nutre fiducia e coinvolgimento verso la missione serpeggia a bordo della nave. Le nuove reclute non approvano, né la missione, né la nave, né il suo capitano che ha voluto per forza intraprendere questa viaggio quasi certamente suicida.
Il compito del quale si è fatto carico Wildstar-Kodai si prospetta difficile, soprattutto quando la Yamato è intercettata e attaccata dal popolo dell’Impero del decimo pianeta che esce finalmente allo scoperto, la Yamato reagisce all’attacco ma le sue risorse sono limitate. A dirigere le forze d’attacco dell’impero è Dessler in persona che si mostra finalmente a Kodai.
Dopo un duro combattimento, il leader gamilonese è sconfitto, la Yamato ha vinto la battaglia ma è allo stremo e non ha più le difese sufficienti per continuare. Costretta dagli eventi, l’astronave fa rotta sulla Terra.
Ed ecco che poco dopo, dal lato opposto del Sole appare la fortezza dell’Impero del pianeta 10.

La Yamato non può affrontarla ma fa rapporto sull'accaduto sulla Terra che nel frattempo ha ultimato la nuova ammiraglia.
Lo scontro con il vero nemico sta per iniziare e tutta la Terra ripone le sue attese nella nuova astronave, mentre la Yamato è ormai dimenticata e destinata allo smantellamento.
La nuova ammiraglia affronta la gigantesca fortezza del Pianeta 10 ma poco dopo è clamorosamente distrutta, inoltre un altro e oscuro pericolo incombe sulla Terra: la cometa di Halley, che tutti credevano inoffensiva e che sarebbe dovuta tornare nel sistema solare soltanto tra qualche decennio, ha cambiato inspiegabilmente il suo percorso e si sta avvicinando nuovamente al nostro pianeta prima del previsto. Qualcosa influenza il suo normale ciclo. I terrestri sono ignari che al suo interno è stato installato un potente campo gravitazionale, che quando entrerà in collisione con quello terrestre sarà in grado di scagliare la Terra fuori dal suo asse fino a spingerla nello spazio esterno. Kodai capisce che qualcosa non va e decide di intervenire. La Yamato decolla entrando nel corpo gassoso nella cometa di Halley per distruggere ciò che la dirige.

nota. I più attenti avranno certamente riscontrato delle analogie tra questa sceneggiatura e quella della Rinascita del 2009. Nel film, infatti, la Yamato penetra all’interno del buco nero per distruggerne il centro di controllo artificiale che lo aveva spedito dritto contro la Terra.

L’imperatore del Pianeta 10 intuisce i movimenti della nave terrestre e inizia un violento attacco contro di essa. L’astronave è stretta tra due fuochi: deve disattivare il campo gravitazionale artificiale della cometa e nel frattempo resistere al soverchiante attacco della fortezza dell’imperatore. Alla fine Sanada rimuove il generatore di gravità installato nella cometa di Halley che cambia prontamente direzione a poca distanza dalla Terra. Il nostro pianeta è salvo, ma la Yamato non ha più la forza per combattere ancora. La sceneggiatura termina con la distruzione dell’astronave e con la morte dell’equipaggio che in un gesto di grande generosità si sono sacrificati per permettere al genere umano di continuare a vivere.
continua nel post successivo




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